Nell’ultimo anno il 76,9% degli italiani si è imbattuto in almeno un tentativo di truffa. Telefonate, messaggi fraudolenti, email ingannevoli: sono tanti gli stratagemmi​ utilizzati per carpire i dati personali e svuotare i conti correnti. Per difendersi da queste frodi, ormai all’ordine del giorno e secondo tecniche sempre più sofisticate, è importante prestare la massima attenzione e imparare a riconoscerle per evitarle. Ecco allora qualche esempio di quelle più comuni, tenendo bene a mente che un truffatore non può fare nulla senza la collaborazione della sua vittima.

Il pacco bloccato. Questa truffa consiste in un messaggio relativo a una spedizione, inviato via sms o via email, che cattura l’attenzione perché fa riferimento a un pacco che probabilmente si sta aspettando davvero e invita a cliccare su un link per sbloccare la consegna, dietro il pagamento di una modica cifra. All’utente viene richiesto di inserire i dati della carta di pagamento, ma una volta effettuata questa operazione i criminali rubano i dati. È bene sapere che nessun corriere richiede un pagamento per “sbloccare” un pacco in consegna.

Il finto nipote. Sempre attualissime sono le truffe ai danni di persone anziane, contattate al telefono da malintenzionati che si fingono nipoti in difficoltà e chiedono soldi. Frequente, soprattutto in caso di impossibilità della vittima di procedere ad un bonifico o alla ricarica di una carta prepagata, è anche la richiesta di consegnare contanti (o valori) a qualcuno che passerà a casa per il ritiro. L’ultima trovata di questa tipologia di truffa si realizza tramite l’intelligenza artificiale, con le vittime che vengono raggirate da voci telefoniche riprodotte in maniera identica a quelle di nipoti e figli. Il consiglio in questo caso è di diffidare sempre di una richiesta urgente di denaro.

Truffa del sì. Massima attenzione anche alle telefonate dei call center, che quasi sempre, nel migliore dei casi, vogliono venderci qualcosa di cui non abbiamo bisogno. Ed evitare, fin dall’inizio della conversazione, di rispondere con un “sì”, anche in alternativa al sempre consigliabile “pronto?” o in risposta a domande apparentemente innocenti, ad esempio se l’operatore chiede conferma della nostra identità (es. “parlo con il signor Rossi?”). Una volta registrato, quel “sì” verrà montato per far sembrare che in realtà la vittima abbia dato il suo consenso all’attivazione, ad esempio, di un contratto per la fornitura di energia oppure per finalità commerciali.

Sms della banca. Assai frequente è il caso di sms, apparentemente ufficiali, che arrivano da mittenti con nomi identici a quello del proprio istituto di credito e si inseriscono nelle conversazioni tra utente e banca (o Poste, molto diffuso è in questo senso il finto mittente “Poste Info”). Con la scusa di dover bloccare alcune operazioni sospette, si richiede all’utente di inserire i propri dati per accedere al conto online. In questo caso è sufficiente non cliccare sul link.

L’accesso non autorizzato al conto. Un altro trucco ricorrente è quello del messaggio (o mail) che avvisa di un tentativo di accesso non autorizzato al conto corrente. Il passaggio successivo è una telefonata da parte di un presunto responsabile antifrode, che cerca di ottenere le credenziali di accesso o lo invita la vittima a eseguire un bonifico per mettere al sicuro i risparmi.

Ma come difendersi da queste truffe? La prima regola è quella di diffidare sempre di richieste più o meno urgenti. È bene ricordare inoltre che gli istituti di credito non inviano mai messaggi chiedendo dati personali o trasferimenti di denaro. Prima di aprire una email è necessario controllare sempre la sua attendibilità e non rispondere mai a richieste di codici personali. In caso di email sospette, non cliccare mai sul link in queste contenuto e non scaricare mai eventuali allegati. Un’altra buona regola è cambiare periodicamente la password di accesso ai siti che contengono dati personali sensibili.

In definitiva: occhi sempre ben aperti!